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Odyssey

8
Stages
80.1 km
Distance
0
Finishers

Nel libro V dell'Odissea la zattera di Ulisse va in pezzi e lui resta in mare due notti e due giorni prima di toccare la terra dei Feaci: «Due giorni in cotal foggia, e tante notti / Per l'ampio golfo errava», traduce Ippolito Pindemonte. La serie segue il suo ritorno in otto tappe, nei luoghi dove gli autori antichi mettono gli episodi del poema.

Dove siano davvero quei luoghi nessuno lo sa. Eratostene diceva che si sarebbero trovati quando si fosse trovato il calzolaio che cucì l'otre dei venti; Strabone riporta la battuta per contestarla. La serie non sceglie fra gli studiosi moderni: segue le identificazioni antiche più solide e per ognuna dice chi la propone. L'Ellesponto ha lo stesso nome dall'antichità. Plinio scrive che le Eolie si chiamano così perché Eolo vi regnò. Strabone indica Stromboli come la casa di Eolo. Tucidide chiama Cariddi lo stretto fra Reggio e Messina. Plinio lega le vacche del Sole alla costa fra Messina e Milazzo. Strabone descrive il Circeo e il suo tempio di Circe. Tucidide scrive che Corcira, oggi Corfù, era stata dei Feaci. Itaca porta il suo nome da sempre, anche se dal Novecento c'è chi cerca l'Itaca di Omero a Leucade, come Wilhelm Dörpfeld, o nella penisola di Paliki a Cefalonia, come Robert Bittlestone nel 2005.

Ulisse ha due fini. In Omero torna a casa. In Dante non torna: riparte da Circe con i compagni ormai vecchi, passa lo stretto dove Ercole aveva segnato il limite del mondo e affonda in vista di una montagna nell'oceano. La serie le tiene tutte e due. Lo Stretto di Gibilterra è la tappa del folle volo, la settima. L'ultima è Itaca, dove si chiude il poema di Omero.

Ogni tappa ha una via semplice da organizzare: una gara che si disputa da anni, una traversata con chi la organizza sul posto, oppure un giro d'isola o un tratto sotto costa con una barca d'appoggio e un osservatore.

This text is in Italian: the translation is in preparation.

Stage by stage

  1. Ulisse comincia il racconto del suo viaggio da qui: «Ἰλιόθεν με φέρων ἄνεμος Κικόνεσσι πέλασσεν» (IX 39). Pindemonte: «Ad Ismaro, de' Ciconi alla sede, / Me, che lasciava Troja, il vento spinse». Nell'ultimo libro l'Ellesponto è il mare davanti alla tomba di Achille, «Su l'Ellesponto, ove più sporge il lido».

    L'Ellesponto sono i Dardanelli: il nome non si è mai perso. Troia è la collina di Hisarlık, sulla sponda asiatica. Strabone mette lungo questa costa la stazione navale e il campo degli Achei, vicino alle foci dello Scamandro, e aggiunge che il limo del fiume ha spostato la riva. Gli antichi mostravano la tomba di Achille vicino al capo Sigeo; quale tumulo sia resta discusso.

    Lo stretto ha due correnti, una sopra l'altra. In superficie l'acqua meno salata del Mar Nero scende verso l'Egeo, di solito fra 1 e 2,5 nodi; sotto risale l'acqua del Mediterraneo. La gara, nata nel 1986 dal Rotary Club di Çanakkale, porta i nuotatori ogni 30 agosto da Eceabat, in Europa, a Çanakkale, in Asia. Negli altri giorni il nuotatore segue la costa asiatica da Dardanos a Kumkale, davanti alla piana di Troia.

    Il 3 maggio 1810 Byron e il tenente William Ekenhead della fregata Salsette attraversarono dall'Europa all'Asia, più a nord, fra Sesto e Abido: Ekenhead in 1 h 05 min, Byron in 1 h 10 min. Rifacevano la nuotata di Leandro. Nella nota alla poesia che ne scrisse, Byron riporta la stima della fregata: oltre quattro miglia inglesi di nuotata per uno stretto largo appena uno.

    This text is in Italian: the translation is in preparation.

  2. Stage 2 · Crossing
    Around Stromboli

    «Αἰολίην δ' ἐς νῆσον ἀφικόμεθ'» (X 1). Pindemonte: «Giungemmo nell'Eolia, ove il diletto / Agl'immortali Dei d'Ippota figlio, / Eolo, abitava in isola natante». Eolo regala a Ulisse un otre con dentro i venti contrari; i compagni lo aprono in vista di Itaca e la tempesta riporta la nave indietro.

    Plinio scrive che le isole si chiamano Eolie perché Eolo vi regnò al tempo di Troia. Diodoro Siculo lo fa re a Lipari. Strabone indica Strongyle, cioè Stromboli: «qui, si dice, abitava Eolo». Nel 1903 Victor Bérard sceglie anche lui Stromboli e legge l'isola natante come la cintura di pomici che galleggiava intorno al vulcano.

    Stromboli è la cima di un edificio vulcanico che sale dal fondale per circa 3.000 m; la vetta è a 926 m. L'attività stromboliana dura da secoli, con esplosioni a intervalli che vanno da qualche minuto a qualche ora. Sul fianco nord-ovest la Sciara del Fuoco scende in mare fino a circa 1.000 m di profondità. Davanti alla Sciara un'ordinanza della Capitaneria di Milazzo vieta la navigazione entro 2 miglia dalla costa: il giro dell'isola deve tenerne conto. A nord-est c'è lo scoglio di Strombolicchio, che l'INGV data a circa 200.000 anni.

    Un giro di Stromboli a nuoto documentato non l'abbiamo trovato. Nel giugno 2025 il progetto «Eolie a nuoto» ne aveva annunciato uno in staffetta, di circa 12 km.

    This text is in Italian: the translation is in preparation.

  3. Stage 3 · Crossing
    Strait of Messina

    «ἔνθα δ' ἐνὶ Σκύλλη ναίει δεινὸν λελακυῖα» (XII 85). Pindemonte: «Scilla ivi alberga, che moleste grida / Di mandar non ristà». Di Cariddi Circe dice a Ulisse: «Tre fïate il rigetta, e tre nel giorno / L'assorbe orribilmente».

    Tucidide scrive che lo stretto fra Reggio e Messina è quello chiamato Cariddi, dove secondo la tradizione passò Ulisse. Per la strettezza e per il mare che vi entra da due bacini, aggiunge, a ragione era ritenuto difficile. Polibio, letto da Strabone, spiega Scilla con la pesca del pesce spada sotto la rupe calabrese: una vedetta, barche a due remi, l'arpione con la punta che si stacca e resta nel pesce. Polibio corregge anche Omero: Cariddi rigetta il mare due volte al giorno, non tre, come fanno le maree dello Stretto.

    Sulla sella fra Ganzirri e Punta Pezzo il fondo risale a 80-120 m. Tirreno e Ionio sono in opposizione di fase e le correnti di marea arrivano a circa 3 m/s. Sopra la sella si formano onde interne che il satellite riesce a vedere. A Capo Peloro il mare porta a riva pesci di profondità, spinti su dalla risalita dell'acqua; in primavera sopra lo Stretto passano i rapaci migratori.

    La prima traversata cronometrata è del 26 settembre 1930: Giuseppe Dominici, diciassettenne messinese nato a Bagnara, passò in 52 min 37 s, con un cronometrista e un rappresentante della Federazione. La prima gara, il 5 settembre 1954, la vinse Giacomo Loffredo.

    This text is in Italian: the translation is in preparation.

  4. «Θρινακίην δ' ἐς νῆσον ἀφίξεαι» (XII 127). Pindemonte: «Allora incontro ti verran le belle / Spiagge della Trinacria isola, dove / Pasce il gregge del Sol, pasce l'armento». Tiresia e Circe avvertono Ulisse di non toccare quei buoi. I compagni, fermi per il vento contrario, li mangiano: per punizione Zeus affonda la nave, come annuncia già il proemio del poema.

    Tucidide scrive che la Sicilia prima si chiamava Trinacria. Plinio lega il mito a questa costa: fra Messina e Milazzo il mare getta a riva detriti simili a letame, «unde fabula est Solis boves ibi stabulari», da cui la favola che lì stessero le stalle dei buoi del Sole. Victor Bérard, nel 1903, mette invece l'approdo di Ulisse nel porto di Messina.

    Il capo è Area Marina Protetta dal decreto del 17 maggio 2018: 755 ha e 5.670 m di costa, con gorgonie bianche e gialle, corallo nero, praterie di posidonia e coralligeno. La gara parte dalla spiaggia della Croce di Mare, sul versante di levante, gira il promontorio e arriva nella baia del Tono, a ponente: 10 km. Nel 2026 il Periplo del Capo era alla decima edizione. Il nuotatore può fare la stessa via anche da solo, con una barca d'appoggio e un osservatore.

    Una prima nuotata documentata attorno al capo non l'abbiamo trovata.

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  5. Stage 5 · Crossing
    Around Ponza

    «Αἰαίην δ' ἐς νῆσον ἀφικόμεθ'» (X 135). Pindemonte: «E su l'isola Eéa sorgemmo, dove / Circe, Diva terribile, dal crespo / Crine, e dal dolce canto, avea soggiorno». Ulisse resta con Circe un anno. Dante fa partire da qui l'ultimo viaggio: «mi diparti' da Circe, che sottrasse / me più d'un anno là presso a Gaeta».

    L'identificazione antica è il Circeo. Strabone lo descrive come un monte che ha forma d'isola, perché è circondato dal mare e dalle paludi. Vi ricorda un tempio di Circe e una coppa che i sacerdoti dicevano di Ulisse. Nessun autore antico lega Circe a Ponza. Lo fa in parte Victor Bérard nel 1903: dal Circeo le isole Pontine sono in vista. Secondo lui il poeta prese da Ponza l'immagine dell'isola coronata dal mare infinito per darla alla terra di Circe.

    Ponza è un vulcano. Le sue rioliti hanno fra 4,5 e 2,9 milioni di anni, le trachiti del sud-est sono più giovani. Le ialoclastiti dell'isola, lave raffreddate in acqua, sono state il primo esempio riconosciuto di vulcanismo acido sottomarino. Il giro dell'isola, circa 19 km dal porto, passa sotto Chiaia di Luna e i faraglioni; i fondali intorno sono zona speciale di conservazione per la prateria di posidonia.

    La traversata da Ponza a San Felice Circeo, circa 40 km, era una gara già negli anni Ottanta. È tornata nel 2024 con Swimming Travel e i due Comuni. Nel giugno 2026 l'ha vinta Fabio Latanza in 9 h 23 min 18 s.

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  6. Stage 6 · Race
    Albania to Corfu Swim

    Qui Ulisse nuota. La zattera va in pezzi e lui resta in mare due giorni e due notti, poi arriva alla foce di un fiume sulla terra dei Feaci, dove la mattina lo trova Nausicaa. «νῆχε δ' ἐπειγόμενος ποσὶν ἠπείρου ἐπιβῆναι» (V 399). Pindemonte: «Quinci ei, notando, ambi movea di tutta / Sua forza i piedi a quella volta».

    Tucidide scrive che i Corciresi si vantavano della loro marina anche perché prima di loro l'isola era stata dei Feaci. Victor Bérard, che la percorse nel 1901, mise la città di Alcinoo a Paleokastritsa e il fiume di Nausicaa nella baia di Ermones. La nave dei Feaci, che Poseidone trasforma in pietra al ritorno da Itaca, ha più indirizzi. Procopio, nel VI secolo, scrive che a Cassiope c'era una nave di pietra bianca che alcuni credevano quella di Ulisse; in realtà era fatta di molte pietre e l'aveva dedicata un mercante a Zeus Casio. Bérard la riconosceva nell'isolotto di Karavi, al largo di Paleokastritsa; la tradizione locale la vede nello scoglio di Kolovri, a Paleokastritsa, o in Pontikonisi, davanti a Kanoni.

    La gara attraversa il canale di Corfù: circa 3 km da Ksamil, in Albania, ad Agios Stefanos, a nord-est dell'isola. La via alternativa segue la costa ovest da Ermones a Paleokastritsa. Bérard annotava che la baia di Ermones è aperta a sud e che lo scirocco la investe in pieno.

    La prima traversata documentata del canale è di Thomas Hodgkinson, nel 2011, dall'Albania ad Agios Stefanos in 1 h 10 min. La gara è nata nel 2014 con nove nuotatori.

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  7. Stage 7 · Crossing
    Strait of Gibraltar

    Questa tappa non viene da Omero. Viene da Dante, che nel canto XXVI dell'Inferno fa raccontare a Ulisse il suo ultimo viaggio: «Io e' compagni eravam vecchi e tardi / quando venimmo a quella foce stretta / dov'Ercule segnò li suoi riguardi / acciò che l'uom più oltre non si metta». Dante mette anche le due sponde: «da la man destra mi lasciai Sibilia, / da l'altra già m'avea lasciata Setta». Setta è Ceuta. Ulisse convince i compagni con poche parole, «fatti non foste a viver come bruti, / ma per seguir virtute e canoscenza», fa dei remi ali al folle volo e affonda nell'oceano.

    Dove fossero le Colonne d'Ercole gli antichi non lo dicevano in un modo solo. Strabone riporta tre opinioni: i due monti dello Stretto, Calpe e Abila; le isolette vicine a ciascuno dei due; oppure Gades, l'attuale Cadice.

    In superficie la corrente va verso est, dall'Atlantico al Mediterraneo. Supera spesso i 3 nodi e l'ACNEG, l'associazione che ratifica le traversate, ne ha registrati oltre 7 con le maree vive; sotto, l'acqua più densa esce verso l'oceano. L'autorità marittima autorizza la partenza solo con vento fino a forza 3. Nello Stretto passano ogni giorno più di 300 navi. Vivono qui delfini comuni, tursiopi, stenelle e globicefali.

    La prima traversata è di Mercedes Gleitze, il 5 aprile 1928, al sesto tentativo: dall'Isla de las Palomas di Tarifa alle 7.50 a Punta Leona alle 20.40, in 12 h 50 min.

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  8. Stage 8 · Crossing
    Frikes - Afales

    «ναιετάω δ' Ἰθάκην εὐδείελον» (IX 21): «Abito la serena Itaca», dice Ulisse ai Feaci. I Feaci lo sbarcano addormentato nel porto di Forco: «Il porto è qui del marin vecchio Forco, / Che due sporgenti in mar lidi scoscesi, / E l'uno all'altro ripieganti incontra, / Sì dal vento riparano, e dal fiotto, / Che di fune mestier non v'han le navi».

    L'isola porta questo nome dall'antichità, ma dal Novecento c'è chi mette l'Itaca di Omero altrove: Wilhelm Dörpfeld a Leucade, Robert Bittlestone nel 2005 nella penisola di Paliki, a Cefalonia. Anche il porto di Forco ha due indirizzi: William Gell nel 1807 lo metteva a Dexa, Victor Bérard a Vathy. Sulla costa nord, nella grotta di Loizos sulla baia di Polis, gli scavi di Sylvia Benton negli anni Trenta hanno trovato almeno dodici tripodi di bronzo e una maschera di terracotta del I-II secolo a.C. con la dedica «voto a Ulisse».

    La tappa parte da Frikes e segue la costa nord fino ad Afales, circa 11 km. Di Afales Bérard scriveva che non ha ancoraggi ed è aperta alle raffiche di ponente. Lo stretto fra Itaca e Cefalonia e il nord dell'isola sono un sito Natura 2000, dove vivono da 15 a 25 foche monache. La nuotata organizzata da Cefalonia a Polis, circa 6 km, non è una gara.

    Una famiglia di Itaca racconta che nel settembre 1944 due partigiani, Giorgos Koutsoubelis e Panos Kallinikos, arrivarono ad Afales a nuoto da Leucade.

    This text is in Italian: the translation is in preparation.